Eurven è da anni un punto di riferimento in Italia e all’estero per le tecnologie di raccolta automatizzata. L’esperienza maturata nello sviluppo di reverse vending machine (RVM), ecocompattatori, sistemi di riconoscimento e soluzioni digitali pone l’azienda tra i soggetti già preparati ad affrontare le esigenze tecniche del sistema di deposito cauzionale che, nel prossimo futuro, interesserà anche l’Italia.
All’interno di un DRS, acronimo di Deposit Return System (conosciuto in Italia anche come Sistema di Deposito Cauzionale o SDC), la macchina non si limita infatti a ricevere e compattare bottiglie e lattine. Deve riconoscere gli imballaggi ammessi, verificare il diritto al rimborso, registrare ogni conferimento e comunicare con la piattaforma centrale che gestisce i flussi economici, logistici e informativi del sistema.
Le tecnologie sviluppate da Eurven integrano già le funzioni necessarie per implementare la raccolta automatizzata: lettura dei codici, identificazione dei contenitori, selezione dei materiali, compattazione, telemetria, gestione delle premialità, monitoraggio da remoto e scambio dei dati con piattaforme esterne.
Dall’ecocompattatore incentivante alla reverse vending machine per il DRS
Gli ecocompattatori già presenti in numerosi Comuni, supermercati e spazi pubblici italiani hanno abituato i cittadini a conferire separatamente bottiglie e altri imballaggi ricevendo in cambio punti, buoni o altri vantaggi.
In un sistema di deposito cauzionale il principio economico è diverso. Il consumatore paga una somma aggiuntiva al momento dell’acquisto della bevanda e recupera lo stesso importo quando restituisce il contenitore vuoto.
La macchina non assegna quindi un premio deciso liberamente dall’esercizio commerciale, ma certifica la restituzione di un imballaggio al quale è associato un valore cauzionale regolato dal sistema nazionale.
Questo passaggio comporta requisiti più articolati:
- il prodotto deve essere registrato nel DRS;
- il contenitore deve essere riconosciuto con sufficiente accuratezza;
- la macchina deve verificare che l’imballaggio sia ammesso al rimborso;
- ogni operazione deve essere contabilizzata;
- il contenitore deve essere reso inutilizzabile per un secondo rimborso;
- i dati devono essere trasmessi al gestore centrale;
- il punto di restituzione deve ricevere il rimborso delle somme anticipate al consumatore.
Una RVM destinata al DRS è quindi parte di un’infrastruttura nazionale nella quale macchine, punti vendita, produttori, trasportatori e soggetto gestore devono scambiarsi informazioni secondo regole comuni.
Il primo passaggio: registrare bottiglie e lattine nel sistema
Prima che una bottiglia o una lattina possa essere accettata, il relativo prodotto deve essere inserito nel registro degli imballaggi ammessi al DRS.
Il database centrale associa al contenitore una serie di informazioni, che possono comprendere:
- codice identificativo del prodotto;
- produttore o importatore;
- materiale;
- volume;
- forma e dimensioni;
- peso indicativo;
- importo della cauzione;
- data di ingresso o uscita dal sistema.
Nei sistemi europei già operativi, il codice a barre rappresenta normalmente il principale elemento di identificazione. Deve essere leggibile per tutta la vita commerciale del prodotto e corrispondere a un imballaggio registrato.
Il contenitore riporta inoltre un marchio riconoscibile, attraverso il quale il consumatore può capire che il prodotto è soggetto al deposito e può essere restituito nei punti autorizzati.
La registrazione interessa direttamente anche produttori e importatori. Una modifica al codice a barre, all’etichetta, al materiale o alla forma del contenitore può richiedere un aggiornamento dei dati o una nuova verifica di compatibilità con le macchine e con la normativa vigente.
Come la RVM riconosce il contenitore
Quando il consumatore inserisce una bottiglia o una lattina, la macchina avvia una serie di controlli. La sola lettura del codice a barre non è sufficiente, perché un codice valido potrebbe essere applicato su un imballaggio differente o non conforme.
Una reverse vending machine può quindi combinare diversi sistemi di riconoscimento:
- lettura del codice a barre, per confrontare il prodotto con il database ufficiale;
- riconoscimento della forma, per verificare la corrispondenza con il contenitore registrato;
- misurazione delle dimensioni, per controllare altezza e diametro;
- controllo del peso, utile per individuare contenitori non vuoti o oggetti estranei;
- identificazione del materiale, per distinguere plastica, alluminio e acciaio;
- verifica dell’integrità, necessaria per consentire una corretta identificazione.
Il confronto tra più parametri riduce il rischio di errori e impedisce che venga riconosciuta la cauzione per contenitori esclusi dal sistema.
Eurven sviluppa soluzioni selettive in grado di riconoscere automaticamente gli imballaggi e di configurare l’accettazione in base al materiale, al formato e alle esigenze del progetto. Questa esperienza costituisce una base importante per l’integrazione con i futuri registri nazionali dei prodotti soggetti a deposito.
Perché il contenitore deve essere vuoto e riconoscibile
Nei sistemi di deposito cauzionale, bottiglie e lattine devono normalmente essere restituite vuote e in condizioni tali da consentire alla macchina di identificarle.
Una bottiglia completamente schiacciata prima dell’inserimento può rendere illeggibili il codice a barre, la forma e le dimensioni. Anche l’assenza dell’etichetta o una deformazione eccessiva possono impedire la verifica.
Per questo motivo la compattazione deve avvenire soltanto dopo l’accettazione da parte della RVM. Il cittadino inserisce il contenitore ancora riconoscibile e la macchina lo comprime quando i controlli sono stati completati.
Il peso può inoltre contribuire a individuare la presenza di liquidi residui o materiali estranei. L’obiettivo è sia quello di proteggere il funzionamento della macchina, sia garantire che il rimborso venga associato a un contenitore effettivamente ammesso.
Accettazione e annullamento del valore cauzionale
Dopo aver riconosciuto il prodotto, la macchina registra il conferimento e autorizza il relativo rimborso.
Da quel momento il contenitore non deve più poter essere utilizzato per recuperare una seconda volta la stessa cauzione. La RVM può quindi:
- trasferire il contenitore in un vano non accessibile;
- separarlo in base al materiale;
- comprimerlo o deformarlo;
- associarlo digitalmente all’operazione registrata;
- aggiornare il conteggio dei contenitori raccolti.
La compattazione svolge una doppia funzione. Da una parte riduce il volume necessario per lo stoccaggio e il trasporto; dall’altra contribuisce ad annullare il valore cauzionale del contenitore, impedendone una nuova restituzione.
La separazione immediata di PET, alluminio e altri materiali produce inoltre flussi più omogenei e non contaminati rispetto alla raccolta indifferenziata degli imballaggi.
Come viene generato il rimborso
Quando uno o più contenitori vengono accettati, la RVM calcola il valore complessivo delle cauzioni maturate.
Il credito può essere reso disponibile attraverso diverse modalità:
- buono stampato dalla macchina;
- rimborso in contanti presso un punto/ente autorizzato;
- credito digitale associato a un’applicazione;
- trasferimento a un portafoglio elettronico;
- donazione volontaria dell’importo;
- altre modalità previste dal gestore nazionale.
Il buono stampato dalla RVM non deve essere confuso con un coupon promozionale. Rappresenta il riconoscimento di una somma già versata dal consumatore al momento dell’acquisto.
Le regole del DRS devono quindi assicurare che il deposito possa essere recuperato senza obbligare il cittadino a effettuare un nuovo acquisto. Il buono potrà eventualmente essere utilizzato per pagare la spesa, ma dovrà essere possibile ottenere anche il rimborso previsto dal sistema.
Le soluzioni Eurven possono integrare lettori, applicazioni, sistemi di identificazione degli utenti e collegamenti con strumenti digitali. La modalità definitiva di restituzione della cauzione dipenderà dagli standard stabiliti per il mercato italiano, per cui Eurven è già pronta a fornire la tecnologia necessaria.
Quali dati registra una reverse vending machine
In un DRS la raccolta automatica genera un flusso di informazioni indispensabile per il funzionamento dell’intero sistema.
Per ogni operazione la RVM può registrare dati come:
- identificativo della macchina;
- identificativo del punto di restituzione;
- data e ora del conferimento;
- codice del prodotto accettato;
- materiale e formato;
- numero dei contenitori conferiti;
- valore della cauzione riconosciuta;
- contenitori rifiutati e motivazione del rifiuto;
- livello di riempimento dei vani interni;
- stato operativo della macchina;
- eventuali anomalie o interventi necessari.
Questi dati consentono di ricostruire il percorso dei contenitori, verificare le somme da rimborsare, misurare i risultati raggiunti e pianificare il ritiro dei materiali.
La piattaforma digitale Eurven permette già di raccogliere dati e informazioni di telemetria, controllare da remoto gli ecocompattatori e programmare in modo più efficiente le attività operative. La disponibilità di sistemi connessi sarà essenziale per collegare ogni punto di restituzione alla futura infrastruttura DRS.
La riconciliazione economica tra macchina, punto vendita e gestore
Il rimborso al consumatore rappresenta soltanto una parte del processo. Dietro ogni operazione deve avvenire anche una riconciliazione economica tra il punto di restituzione e il gestore centrale.
Quando un esercizio restituisce la cauzione, anticipa temporaneamente una somma che dovrà essere recuperata dal sistema. I dati trasmessi dalla macchina permettono di verificare:
- quanti contenitori sono stati accettati;
- quale importo è stato riconosciuto;
- quali prodotti erano effettivamente registrati;
- a quale punto di restituzione deve essere rimborsata la somma;
- quale corrispettivo operativo deve essere riconosciuto.
Nei DRS europei, i soggetti che gestiscono i punti di restituzione ricevono generalmente anche una remunerazione per coprire i costi del servizio. Questa può comprendere l’occupazione degli spazi, il personale, l’energia, la pulizia, la manutenzione, lo stoccaggio e la gestione dei materiali.
Il conteggio automatico riduce le attività manuali e permette di costruire una base dati più precisa per la liquidazione dei rimborsi e dei corrispettivi.
Certificazione e collegamento al gestore centrale
La presenza sul mercato di una reverse vending machine non implica automaticamente la possibilità di utilizzarla all’interno di un DRS.
Il futuro soggetto gestore dovrà presumibilmente definire una procedura per verificare che i diversi modelli rispettino i requisiti tecnici e informatici del sistema.
La valutazione potrebbe riguardare:
- accuratezza nel riconoscimento dei contenitori;
- accesso al database ufficiale dei prodotti;
- corretto calcolo della cauzione;
- trasmissione dei dati nel formato previsto;
- protezione contro conteggi duplicati;
- sicurezza delle comunicazioni;
- separazione e compattazione dei materiali;
- continuità operativa;
- possibilità di aggiornare software e database;
- gestione degli errori e degli eventi anomali.
Nei modelli europei già operativi vengono generalmente distinti più livelli: verifica del modello, registrazione della singola macchina, associazione al punto di restituzione e abilitazione alla trasmissione delle operazioni economiche.
Eurven dispone di competenze nella configurazione delle RVM, nel collegamento a server dedicati e nell’integrazione tramite API con applicazioni e piattaforme di terze parti. La definizione degli standard nazionali stabilirà quali adattamenti saranno necessari per il collegamento diretto al DRS.
La prevenzione delle frodi
Quando a ogni contenitore viene associato un valore economico, aumenta la necessità di prevenire comportamenti irregolari.
I tentativi di frode possono comprendere:
- uso di codici a barre copiati o contraffatti;
- applicazione di un codice valido su un contenitore diverso;
- restituzione ripetuta dello stesso imballaggio;
- conferimento di prodotti provenienti da mercati non ammessi;
- alterazione dei dati registrati;
- duplicazione o manipolazione dei buoni;
- accesso non autorizzato ai sistemi informatici.
La macchina rappresenta il primo livello di controllo. La lettura del codice deve essere combinata con forma, peso, dimensioni e materiale, mentre la compattazione deve impedire un nuovo utilizzo del contenitore.
Il gestore centrale può aggiungere ulteriori verifiche, confrontando i quantitativi immessi sul mercato con quelli restituiti e individuando volumi o comportamenti anomali.
La sicurezza del DRS dipenderà quindi dall’integrazione tra controlli fisici, software, trasmissione protetta dei dati e attività di audit.
Telemetria e monitoraggio per mantenere efficiente la rete
Una rete capillare di reverse vending machine deve essere disponibile quando il cittadino vuole restituire i contenitori. Una macchina piena, bloccata o fuori servizio riduce la fiducia nel sistema e può spostare i conferimenti verso altri punti.
La telemetria consente di controllare da remoto:
- livello di riempimento;
- numero dei conferimenti;
- spazio residuo nei vani;
- stato dei compattatori;
- eventuali blocchi;
- necessità di svuotamento;
- aperture e accessi tecnici;
- andamento dei volumi nel tempo.
Queste informazioni permettono di programmare i ritiri sulla base delle effettive necessità, riducendo i viaggi a vuoto e il rischio di interruzioni.
Il controllo da remoto consente anche di individuare più rapidamente le anomalie e, quando possibile, intervenire sul software senza attendere l’arrivo di un tecnico.
Eurven ha sviluppato una piattaforma dedicata alla raccolta dei dati, alla telemetria e alla gestione dei macchinari installati all’interno e all’esterno. Questo tipo di infrastruttura digitale sarà fondamentale per assicurare continuità di servizio in una futura rete nazionale.
Raccolta automatica e manuale possono coesistere
Una rete DRS non deve necessariamente essere composta soltanto da reverse vending machine. Nei sistemi europei la raccolta automatizzata viene normalmente affiancata da punti manuali, soprattutto negli esercizi più piccoli o nelle zone con volumi limitati.
La restituzione manuale può essere adeguata quando:
- i contenitori conferiti sono pochi;
- lo spazio disponibile è ridotto;
- il costo di una macchina non è proporzionato ai volumi;
- esiste personale in grado di effettuare le verifiche necessarie.
La raccolta automatica presenta invece vantaggi crescenti quando:
- i flussi sono elevati;
- è necessario ridurre l’impiego di personale;
- serve una contabilizzazione immediata;
- occorre separare e compattare i materiali;
- il punto deve essere monitorato da remoto;
- è richiesta continuità durante ampie fasce orarie.
Supermercati, centri commerciali, stazioni, aeroporti, università, strutture pubbliche, impianti sportivi e luoghi ad alta frequentazione rappresentano quindi contesti nei quali le RVM possono assumere un ruolo centrale.
La gamma Eurven comprende soluzioni con dimensioni, capacità e configurazioni differenti, adatte sia a installazioni compatte sia a punti caratterizzati da quantità più elevate di contenitori.
Le decisioni tecniche necessarie per il futuro DRS
La definizione del sistema italiano dovrà essere accompagnata da standard capaci di assicurare l’interoperabilità tra prodotti, macchine e piattaforma centrale.
Tra gli aspetti da disciplinare rientrano:
- struttura del registro nazionale degli imballaggi;
- modalità di aggiornamento del database;
- requisiti di riconoscimento;
- formati e frequenza di trasmissione dei dati;
- procedure di verifica e certificazione delle RVM;
- accreditamento delle singole installazioni;
- modalità di rimborso al consumatore;
- regole per la riconciliazione economica;
- misure di prevenzione delle frodi;
- standard di sicurezza informatica;
- requisiti minimi di manutenzione e continuità del servizio;
- integrazione tra raccolta automatizzata, raccolta manuale e logistica.
Queste decisioni determineranno l’esperienza del consumatore, i costi sostenuti dagli operatori e l’affidabilità dei dati utilizzati per misurare i risultati del sistema.
Eurven, un’esperienza già costruita sul campo
Eurven opera dal 2009 nello sviluppo e nell’installazione di ecocompattatori e reverse vending machine e ha realizzato migliaia di installazioni in Italia, affiancate da progetti in altri mercati del mondo.
Nel corso degli anni l’azienda ha sviluppato competenze che comprendono:
- progettazione e produzione di sistemi per la raccolta selettiva;
- riconoscimento automatico di bottiglie e lattine;
- separazione e riduzione del volume;
- gestione di coupon, punti e strumenti digitali;
- telemetria e controllo da remoto;
- raccolta e rendicontazione dei dati;
- collegamento con applicazioni e piattaforme esterne;
- installazione, assistenza e manutenzione;
- configurazione delle macchine in funzione dei volumi e degli spazi disponibili.
Il passaggio a un vero DRS richiederà l’adeguamento agli standard stabiliti dal gestore nazionale. Eurven parte però da una base tecnologica e operativa già consolidata, costruita attraverso l’utilizzo delle RVM in progetti di raccolta selettiva e riciclo incentivante.
Questo posiziona l’azienda come interlocutore tecnologico per imprese, grande distribuzione, enti pubblici e operatori chiamati a prepararsi alla raccolta automatizzata con deposito cauzionale.



